"Ci è giunto questo comunicato sul Presidio indetto il 18 Novembre scorso a Genova da alcune associazioni senegalesi della nostra città. Per una corretta informazione prendiamo atto di ciò che ci è stato comunicato dai compagni senegalesi della stessa "Associazione 3 Febbario", credendo sia nocivo, per la lotta dei diritti di tutti, qualsiasi divisione interna al movimento che si batte per la libertà dei fratelli immigrati

Circolo Culturale Proletario di Genova"



 

ASSOCIAZIONE ANTIRAZZISTA INTERETNICA  “3 FEBBRAIO” GENOVA

 

La libertà è indispensabile per difendere la vita


Al presidio del 18/11/17 indetto dalle associazioni senegalesi “per dire no alla mafia” è stato impedito all’A3F di parlare al microfono in piazza, dopo che erano state fatte intervenire altre realtà presenti, ed in precedenza era stata invitata a non distribuire volantini, da parte di un dirigente di una associazione organizzatrice. Questo ha causato ovviamente contrasti e divisioni tra i partecipanti e ringraziamo tutti coloro che ci hanno espresso solidarietà tra cui il presidente dell’associazione “Unione immigrati senegalesi”.

Riteniamo questo episodio ingiusto e lesivo della libertà, avvenuto in un presidio che nonostante alcune differenze con gli organizzatori, come il benvenuto acritico all’assessore leghista Garassino (quello dei calci nel sedere agli accattoni) e il richiamo alle leggi di Stato (che sono oppressive, escludenti e causa di morte degli immigrati) ritenevamo coraggioso e di valore perché si schierava contro i trafficanti di morte come gli spacciatori. Per queste ragioni abbiamo partecipato rispondendo all'appello delle associazioni senegalesi ad unirsi.

Come espresso nel nostro volantino, che abbiamo dato quel giorno, la comunità Senegalese è stata alleata e fondamento della nostra associazione e ha rappresentato l'esempio, per lo meno al suo interno, più avanzato relativo alla solidarietà e alla cooperazione.

Affermiamo però che oggi nessuno, in misura diversa, è immune dalla decadenza morale che stiamo vivendo, con effetti molto negativi nella società.

Il dirigente che si è schierato contro di noi, e chi l’ha sostenuto, ha fatto prevalere ragioni opportunistiche e rivalità tipiche della peggiore politica per affermare la propria leadership con ogni mezzo, anche quello di mettere a tacere chi rappresenta una strada differente.

Questo comportamento è inaccettabile per chi come noi ritiene la libertà indispensabile per unirci in difesa della vita ed inseparabile dalla ricerca del bene comune. Valori che insieme alla lealtà e il rispetto reciproco sono fondamentali per una migliore convivenza. Per queste ragioni ci auspichiamo che un tale episodio non si ripeta.

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